ViCro · Il vino al microscopio
Forme e colori del gusto
Il vino al microscopio.
Forme e colori del gusto.
Westway Architects
cm 196 H x 140 L ciascuno
acrilico su carta
Roma 2026
1 scultura molecolare
cm 140 H x 100 D
acrilico su carta
Roma 2026
1 installazione luminosa
cm 450 H x 110 D
velluto, luce, specchio, acrilico, vetro, cristallo
Berlino, 2009 > Londra, 2019 > Fossanova, 2026
B I O G R A F I A
Silvia Iorio è Artista multimediale italiana, nata nel 1977 a Roma, dove oggi vive e lavora.
Già attiva in Francia per tre anni (1998-2000) e successivamente a Berlino per dieci (2008-2018), sin dagli esordi dimostra spiccato interesse verso tutto ciò che merita di essere indagato, approfondito, esplorato: la sua curiosità è in continuo movimento, viaggia lungo differenti discipline e attraverso i secoli, migrando dall’epoca Etrusca alla Roma antica, al Medioevo e al Rinascimento, per giungere poi alla ricercata percezione delle dimensioni microscopiche e macroscopiche dell’esistenza.
Studiosa di Biologia Molecolare e grande appassionata di Astrofisica, si forma frequentando attivamente i Laboratori del CNR, il Sincrotone, numerosi Planetari e Centri di Ricerca Astronomica in Italia e all’estero - attratta dal tema della Luce.
La contemplazione della Luce, nell’Arte di Silvia Iorio, nasce inizialmente da una forte attrazione scientifica verso strumenti che ne colgono l’essenza dal punto di vista fisico e chimico, ma presto trascende la mera natura biologica, evolutiva e materiale - e si eleva verso una dimensione superiore: spirituale, celeste, cosmica, eterna.
Nelle proprie creazioni, una dopo l’altra, Silvia Iorio evidenzia tutta la profonda bellezza dell’Universo - macrocosmo e microcosmo. Le sue Opere si riconoscono spesso da una precisa triade cromatica: Argento, Blu e Rosa.
Silvia Iorio ha esposto e collaborato con importanti Istituzioni internazionali, tra cui Royal Carribbean International, EXPO, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, MACRO Museo d’Arte Contemporanea, Auditorium Parco della Musica, Ambasciata d’Italia a Pechino, Palazzo delle Esposizioni e Biennale d’Arte di Venezia.
Ha esposto anche in Enti di Ricerca Scientifica di rilievo, quali INFINI.TO Planetario e Osservatorio Astronomico, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Ministero dell’Università per la Ricerca Scientifica e Tecnologica.
Nel 2024 fonda, con l’Architetto Maurizio Condoluci di Westway Architects, il duo creativo FORM’OSA. Nel 2025 presso la Camera dei Deputati, è insignita del titolo di Accademica AEREC - Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali.

O B I E T T I V I
Attraverso il linguaggio espressivo e suggestivo dell’Arte, fornire una più approfondita conoscenza degli elementi che compongono il vino, utili anche alla narrazione durante le degustazioni.
E cogliere l’occasione della comunicazione visiva per trasformarla in Opera, da vedere e fruire come in una mostra durante il festival Vini d’Abbazia, per una ulteriore forma di cultura.
C O S A
Mostrare come si presentano al microscopio gli elementi del vino. Acidi, Polifenoli, Tannini, Zuccheri, Vitamine, Minerali, Sali, Glicerina, Solfiti, Lieviti e Sostanze Aromatiche.
D O V E
Il Chiostro e il Refettorio dell’Abbazia di Fossanova per raccontare l’Universo del vino e le sue profondità.
C O M E
Le immagini scientifiche verranno rivelate in maniera creativa da Silvia Iorio, Artista con pregressa formazione in Biologia Molecolare.
D O P O
Trattasi di un nucleo di lavori pittorici ed installativi interamente dedicati al vino: una mostra tematica per ampliare al pubblico gli orizzonti dell’immaginazione e dei sensi durante la manifestazione, le degustazioni e le masterclass del Festival Vini d’Abbazia.
I N T R O D U Z I O N E A L L A M O S T R A
V I . C R O.
Il vino al microscopio
Il vino al microscopio produce vibrazioni cromatiche e forme inaspettate tali da raccontare lo straordinario universo materico di cui è costituito.
La ricchezza visiva che ne emerge è pari all’articolata ricchezza del gusto che se ne percepisce.
Silvia Iorio - Artista italiana che spazia da pittura a scultura ad integrazione di tecnologie contemporanee - elabora e dedica al vino uno spazio espositivo carico di colori per raccontarlo mediante le sue dimensioni nanometriche, dando visibilità all’invisibile.
VI.CRO., neologico e fantasioso titolo dell’esposizione, trae infatti la sua origine dall’approfondimento al microscopio di ciò che si trova e si beve all’interno di un calice.
Così l’Arte si offre per ampliare e completare un percorso di conoscenza, accompagnando i visitatori verso una più profonda consapevolezza nella direzione di una percezione sinestetica del vino.
Dieci grandi Opere compongono complessivamente la mostra VI.CRO.
Otto dipinti su carta illustrano le principali componenti molecolari del vino in una scala tanto vasta da sembrare quasi astratti. Gli otto dipinti molecolari sono allestiti all’interno del Refettorio e scandiscono il ritmo trasversale degli imponenti archi ogivali poggiando su alti pilastri pensili.
Sempre nel Refettorio, issato sulla base di un pulpito destinato alla lettura prandiale, vi è poi un grande rotolo di carta dipinta, che evoca la presenza divina attraverso il colore rosso (vino e sangue). La si può descrivere come una scultura molecolare capace di contenere in sé tutti gli elementi.
Nel Chiostro, infine, si colloca un’installazione luminosa site-specific: un grande cilindro “cosmico” mette in contatto Terra e Cielo, per congiungerli l’un l’altro tramite Luce e Specchio.