Vini d’Abbazia nasce per valorizzare il legame tra vino, spiritualità e identità dei territori. La Franciacorta non è solo un territorio vitivinicolo d’eccellenza, ma un luogo in cui si intrecciano storia, spiritualità, identità culturale e vocazione agricola. Con Vini d’Abbazia, si compie un passo ulteriore: collocare il vino in un contesto più ampio, quello della memoria monastica, del paesaggio coltivato e del dialogo tra presente e passato.
Il convegno “La cultura del vino e l’identità dei territori: l’opera delle abbazie”, organizzato da Vini d’Abbazia e promosso dalla Fondazione Vittorio e Mariella Moretti, ne rappresenta il momento centrale di riflessione e incontro. Si terrà sabato 4 ottobre 2025 alle ore 11:30, presso il Convento della Santissima Annunciata, a Rovato (BS – Franciacorta).

Il Convento della Santissima Annunciata e la Franciacorta: cornice simbolica per gli Vini d’Abbazia
La scelta del Convento della Santissima Annunciata come sede del convegno non è casuale. Questo edificio ha una forte valenza storica, architettonica e spirituale. Dal 2018 è affidato alla Fondazione Vittorio e Mariella Moretti, che ne ha avviato il recupero e la riconversione come spazio vivo per cultura, natura e arte.
L’idea è di farne un luogo di accoglienza e relazione in cui “il bello e il buono coincidono”. Restaurato con cura, il convento è oggi parte integrante del progetto della Fondazione, che intende renderlo un punto di riferimento non solo per iniziative culturali ma anche per momenti di meditazione, accoglienza e dialogo tra arte e spiritualità.
In un convegno che intende riflettere sul rapporto tra vino e comunità, l’architettura, la storia e la memoria del luogo assumono un ruolo non puramente scenografico, ma simbolico. Le abbazie sono state in molti casi centri agricoli, culturali, divulgatori della conoscenza agronomica, custodi del paesaggio e promotrici della viticoltura. Collocare l’evento dentro un ex-convento rinnovato ma intriso di spiritualità è un richiamo alla continuità tra sacro e terrestre, tra la cura del suolo e la cura dell’anima.
In questo senso, il Convento della Santissima Annunciata diviene un trait d’union tra i temi del vino e il patrimonio culturale delle abbazie, una “cornice vivente” in cui le parole del convegno acquisiscono spessore concreto.

Vini d’Abbazia ospite di una giornata d’eventi promossa dalla Fondazione Vittorio e Mariella Moretti
Un palinsesto multidisciplinare
Il convegno costituisce il momento centrale della giornata promossa dalla Fondazione Vittorio e Mariella Moretti, ma non è l’unico. L’intera giornata — una proposta integrata — comprende momenti di incontro, cultura, degustazione e confronto con i produttori locali.
Secondo quanto indicato nel comunicato, al termine del convegno i partecipanti potranno accedere ai banchi d’assaggio organizzati da AIS Lombardia, degustando una selezione di vini provenienti dalle abbazie. È un momento di esperienza pratica per “toccare con mano” il frutto delle storie e delle riflessioni precedenti.
Questa integrazione tra contenuto teorico e pratica sensoriale è fondamentale: non basta discutere del vino in termini astratti, ma occorre far dialogare le idee con la realtà concreta dei vitigni, dei territori e di chi li coltiva.
Il ruolo della Fondazione e il suo progetto culturale
La Fondazione Moretti ha concepito questa giornata come uno dei suoi momenti migliori: la valorizzazione di un luogo recuperato, la promozione di iniziative culturali, l’apertura al pubblico e alla stampa. Il convegno con Vini d’Abbazia si inserisce al centro del programma nella vibrante Franciacorta .
Inoltre, ospitare il convegno nella Santissima Annunciata vuole sottolineare il legame tra patrimonio abbaziale e valorizzazione dei territori: in altri termini, l’evento non è solo una conferenza, ma un gesto simbolico volto a restituire centralità culturale a edifici antichi, ma anche a ridare senso comunitario al vino come “bene comune”.
“La cultura del vino e l’identità dei territori: l’opera delle abbazie”, convegno organizzato da Vini d’Abbazia e dalla Fondazione Vittorio e Mariella Moretti presso il Convento della Santissima Annunciata, nel cuore della Franciacorta
Le abbazie non sono semplicemente riferimenti storici, ma soggetti attivi nella gestione del paesaggio, nella sperimentazione agricola, nella trasmissione della cultura del vino. Il convegno mira a dibattere come queste esperienze possano dialogare con la viticoltura contemporanea e con le politiche territoriali.
In un territorio come quello della Franciacorta, dove la viticoltura è già eccellenza, il contributo monastico può dare spessore ulteriore: non si tratta di un ritorno nostalgico, ma di ripensare il vino in termini più consapevoli, radicati e identitari.
Struttura del convegno
Il convegno organizzato da Vini d’Abbazia e dalla Fondazione Vittorio e Mariella Moretti nel Convento della Santissima Annunciata, nel cuore della Franciacorta inizierà alle 11:30 con i saluti istituzionali e l’introduzione del tema, affidati spesso a rappresentanti della Fondazione e delle istituzioni locali.
Al termine, si apriranno i banchi d’assaggio curati da AIS Lombardia, affiancando la riflessione teorica alla pratica della degustazione.
Il concetto di “cultura del vino”
Parlare di vino significa peggio che concentrarsi sul prodotto. Questa significa affrontare una rete di relazioni che comprende la storia delle vigne, il sapere agronomico, la simbologia, le pratiche di cura del suolo, le tradizioni locali e la comunicazione contemporanea. In questo senso, la cultura del vino è affine alla cultura del paesaggio e alla cultura del territorio.
Nel contesto del convegno organizzato da Vini d’Abbazia e dalla Fondazione Vittorio e Mariella Moretti nel cuore della Franciacorta, la cultura del vino assume una dimensione interdisciplinare. Questa è capace di connettere storia religiosa, architettura, ecologia, innovazione tecnica e identità locale.
Identità territoriale: dal vigneto alla comunità
L’identità territoriale è ciò che rende un luogo riconoscibile e unico: suolo, microclima, varietà autoctone, tradizioni, architetture rurali, comunità. Nel caso della Franciacorta, già famosa per le sue bollicine, l’identità del territorio si stratifica in geologie calcaree, clima temperato, vitigni come chardonnay, pinot bianco e pinot nero, e una cultura imprenditoriale vitivinicola avanzata.
L’opera delle abbazie: un ponte tra sacro e terreno
Le abbazie storiche hanno avuto un ruolo fondamentale nella diffusione della viticoltura monastica, nella sperimentazione agronomica, nel miglioramento del suolo e nella diffusione del sapere. Questo “patrimonio immateriale” è spesso sottovalutato nella retorica vinicola, ma è prezioso per chi guarda al futuro con consapevolezza.
Oggi, recuperare l’“opera delle abbazie” significa ridare centralità a una dimensione culturale del vino: non più solo business, ma testimonianza della relazione tra spiritualità, cura del creato e responsabilità agricola.
Il convegno si propone di esplorare come l’eredità monastica possa non restare mera ispirazione romantica, ma trasformarsi in progetti reali sul territorio: recupero dei paesaggi monastici, percorsi turistici legati alle abbazie viticole, reti tra produttori che guardino al patrimonio culturale come risorsa strategica.
Relatori presenti al convegno
- Vittorio Moretti presidente della Fondazione Vittorio e Mariella Moretti.
- Renzo Cotarella, Amministratore Delegato della Marchesi Antinori e responsabile della produzione di Badia a Passignano (Firenze).
- Attilio Scienza professore ordinario di Viticoltura presso l’Università degli Studi di Milano.
- Dom Andrea Santus dell’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore (Siena).
- Padre Stefano Visintin, abate dell’Abbazia di Praglia (Padova), rappresenta un altro cenno concreto alla presenza monastica nel panorama vinicolo e culturale dell’Italia.
- Werner Waldboth, direttore Sales & Marketing dell’Abbazia di Novacella (Bolzano).
- Manfred Bernard, enologo presso la cantina del Convento benedettino di Muri-Gries (Bolzano).
- Padre Luigi Cavagna, rettore dell’Accademia Symposium presso il Convento francescano di Rodengo Saiano (Brescia).
- Fratel Michele Badino, rappresentante del Monastero di Bose (Assisi), altra comunità con esperienza nel dialogo tra fede, cultura e apertura intellettuale.
- Moderatore Rocco Tolfa, giornalista Rai che coordinerà il dibattito, introducendo i temi, stimolando il confronto e gestendo la dialettica tra relatori e pubblico.
Perché partecipare
L’evento del 4 ottobre, con il convegno “La cultura del vino e l’identità dei territori: l’opera delle abbazie”, non è semplicemente un incontro specialistico: è un gesto simbolico, un invito al dialogo e alla riflessione su come il vino possa tornare ad essere bene culturale, integrato con storia, spiritualità e paesaggio.
La cornice del Convento della Santissima Annunciata, recuperato e gestito dalla Fondazione Moretti, è perfetta: una fusione di architettura, memoria e vocazione culturale, entro cui il vino trova un palcoscenico che ne valorizza l’anima, non solo l’immagine commerciale.